BAGNO AL MORBO

   

Noto come le Aquae Volaterranae

e frequentato anche da Lorenzo De’ Medici

Il Bagno al Morbo era già noto nell’antichità ed era riportato su un’antica carta la Tabula Peutingeriana, con il nome di Aquae Volaterranae.
Nell’anno 1477, nei verbali dei Consigli della Repubblica fiorentina e precisamente in quelli del mese di settembre, si trova scritto che le Terme del Bagno al Morbo sono molto nominate e le sue acque molto lodate e che, con opportune riparazioni sarebbe stato “el più degno Bagno che abbi tutta l’Italia”. E’ in questo periodo che a poca distanza, nel fossato, venne scoperta una sorgente d’acqua purgativa conosciuta col nome di l’acqua di San Luigi. Lucrezia Tornabuoni, sposa fu di Piero di Cosimo di Giovanni de’ Medici, era una assidua frequentatrice delle terme di Bagno al Morbo, così come Lorenzo dei Medici vi si recava annualmente, talvolta anche con madonna Clarice Orsini,  sua moglie,  e con un seguito numeroso di poeti, musici ed umanisti.

Al Bagno al Morbo, nell’aprile 1484, Lorenzo riceverà da Bartolomeo Scala gli eleganti versi latini che quel Cancelliere della Repubblica fiorentina, buon letterato e poeta, frequentatore anch’esso del bagno per la sua podagra, aveva lì composti nell’estate precedente. Alcuni secoli dopo il naturalista Targioni Tozzetti prenderà visione di una relazione fatta dal dottor Pietro Leoni, medico personale di Lorenzo e di sua moglie Clarice, nella quale si afferma che “il Bagno a Morbo…tiene bagni di più sorti quasi lui solo, quanti insieme tutti gli altri d’Italia”. E’ infine noto che più grande potere curativo quelle acque lo esercitavano contro la sterilità delle donne.

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